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Convenzione - LO SVILUPPO DELLA VELOCITA' SPECIFICA NEL RUGBY MODERNO: DAL MINIRUGBY ALL'ALTO LIVELLO





 

 

 

LO SVILUPPO DELLA VELOCITA' SPECIFICA NEL RUGBY MODERNO: DAL MINIRUGBY ALL'ALTO LIVELLO
di Giorgio Polin

 

 

 

 

Introduzione
Per lungo tempo, in Italia, il rugby è stato visto come uno sport praticato da giocatori molto robusti, al limite del sovrappeso, e considerato, a livello giovanile, come “l’ultima spiaggia” per praticare uno sport di squadra. Capita ancor oggi di sentire allenatori di vari sport di squadra prendere in disparte il ragazzino sovrappeso, il ragazzino lento, il ragazzino con difficoltà motorie, e dirgli: “vai a giocare a rugby che li farai bene!”.
Per molti anni questa è stata una delle motivazioni che spingevano molti bambini ad affacciarsi al gioco del rugby, con il pensiero che “tanto anche se sono…. poco atletico e poco in forma, per il rugby dovrei andare bene comunque”. Giusta o sbagliata che sia una tale “impostazione”, è indiscutibile che questo sia stato il motivo che ha spinto molti bambini ad avere il primo approccio con il mondo rugbistico.
Da qualche anno a questa parte però le cose sono cambiate; il rugby non è più visto da molti come lo sport in cui quindici “omoni sovrappeso” si scontrano con altri quindici, ma è visto come uno sport praticato da trenta atleti, che nulla hanno ad invidiare ai campioni dell’atletica, del calcio, del nuoto, dal punto di vista delle prestazioni sportive.
Questo è stato reso possibile anche grazie ad un intervento più massiccio della preparazione atletica nel processo di allenamento delle squadre di rugby, tanto è vero che ad oggi non solo le squadre seniores hanno un preparatore atletico, ma anche a livello di mini rugby, la quasi totalità delle squadre possiede un preparatore atletico che si occupa di aiutare i ragazzi nel loro sviluppo motorio e coordinativo.
Scopo di questo libro è quello di illustrare come avviene il processo di allenamento per una delle qualità fisiche principali che ogni rugbista deve possedere, la velocità.
In questo lavoro saranno quindi illustrate delle proposte di mesocicli di lavoro, che abbiano come obiettivo lo sviluppo della velocità specifica, suddivisi per classi di età, in modo da fornire un’idea generale sul tipo di lavoro che ogni preparatore dovrebbe somministrare ai bambini, per farli diventare, un giorno, atleti di alto livello.

Prefazione di Giorgio Sbrocco Docente Tecnica, Teoria e Didattica del Gioco del Rugby c/o Scienze Motorie Università di Padova e Università di Ferrara
Il lavoro di Giorgio Polin, giovane dottore in Scienze Motorie padovano del quale ho avuto modo di conoscere e apprezzare la passione e la competenza nell’ambito dello studio e dell’approfondimento di temi non scontati e, di norma, poco indagati, nel vasto scenario della metodologia applicata all’insegnamento e alla divulgazione del gioco del rugby, muove dalla constatazione che poco, molto poco, si è prodotto e pubblicato in tema di sviluppo della velocità specifica nell’ambito della pur vasta letteratura del settore.
Nella ricerca e nella successiva elaborazione dei dati raccolti, che è stata oggetto della sua tesi di laurea (cui la commissione all’unanimità ha riconosciuto il rango di “sperimentale”) Polin parte, giustamente, dalle basi costitutive del complesso processo di affinamento che conduce all’alto livello. Esse sono quelle di un’illustrazione schematica ma puntuale delle fonti di produzione dell’energia. Di assoluto interesse i capitoli che seguono, incentrati sull’individuazione e sulla definizione del modello prestativo del gioco che conduce al profilo fisico-atletico del giocatore.
Dopo una assai ben definita panoramica sulle componenti della velocità, con interessanti riferimenti ai fattori determinanti della rapidità e alla tecnica esecutiva del gesto della corsa, Polin entra nel cuore della sua ricerca quando illustra (cap. 6) gli aspetti metodologici dell’allenamento della velocità. Elencando con dovizia di particolari e ottimi riferimenti operativi il lavoro da lui stesso svolto presso la società sportiva Valsugana Rugby di Padova, proprio a contatto con le categorie di praticanti della prima formazione.
I due capitoli conclusivi sono veri e propri strumenti di lavoro, proposti a quanti, nel settore dell’avviamento alla pratica del rugby, intendano perseguire la strada dell’affinamento delle componenti prestative legate alla velocità e alla rapidità.
Per quanti operano nel settore della formazione, il piano di lavoro suggerito da Polin si pone quindi come un credibile e bilanciato punto di riferimento per procedure che investano e coinvolgano l’essenza stessa del gioco. Che è, nelle sue massime espressioni, un continuo confronto riproduttivo fra livelli di potenza espressi dagli attori in campo (a parità, ben inteso, di competenze esecutive e di conoscenze del gioco) . Per molto tempo il mondo del rugby si è posto come priorità la ricerca dello sviluppo della forza. Obiettivo certamente sensato e funzionale all’incremento della qualità della prestazione. La stessa attenzione non è stata però riservata al versante della velocità. In effetti: dovendosi dare per acquisito che sia il prodotto fra la forza e la velocità a generare la potenza espressa, la strada scelta dall’autore appare, rispetto al passato, dichiaratamente innovativa. Nei presupposti e nelle scelte “culturali” operate, prima ancora che nei procedimenti indicati e nei riscontri misurabili e valutabili prodotti.
Giorgio Polin, in queste pagine, affronta , in effetti, un “vecchio” problema, operando scelte di metodologie e di contenuti che “vecchie” però non sono. Conferendo al lavoro sulla velocità e sulla rapidità un rango e una centralità di cui in precedenza mai avevano goduto.
Da questo punto di vista le pagine che seguono sono da considerarsi un insieme di indicazioni utili e argomentate che merita l’attenzione e la considerazione che si devono ai contributi originali e intelligenti.
Che una tale qualità di produzione sia opera di un soggetto anagraficamente giovane non può che far piacere a quanti, nello sport, operano sul versante della didattica, della ricerca metodologica e della trasmissione delle conoscenze.


L'AUTORE
Giorgio Polin, laureato in Scienze Motorie presso l'Università di Padova e laureando magistrale in Scienze Tecniche dell'attività sportiva presso l'Università di Bologna, è istruttore di Atletica leggera della F.I.D.A.L., preparatore fisico di rugby della F.I.R., preparatore fisico delle formazioni U18 e U16 di Rubano Rugby e preparatore atletico di calcio presso un settore giovanile professionistico.

CARATTERISTICHE
Editore: Libreria Sportiv@mente, anno di pubblicazione: 2014, pagine 138, a colori, prezzo copertina: euro 18

Tipologia
LO SVILUPPO DELLA VELOCITA' SPECIFICA NEL RUGBY MODERNO
Associati AIR
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