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In genere i mediani di mischia aspettano
sempre alcuni secondi prima di introdurre; ma se all’ultimo
dei quattro richiami si obbligasse il mediano ad introdurre
immediatamente, cosa che peraltro dovrebbe già fare
ora? Attenuante: quando un pack è decisamente più
potente e spinge, il mediano è costretto ad attendere
un attimo per muoversi esso stesso. Tutto ciò considerato,
e pur capendo che può non essere così semplice,
proviamo a sbrogliarla questa matassa.
Sarebbe stato interessante sentire O’Brien, dall’alto
della sua carica, proferire, in questi mesi, qualche parola
anche a tal proposito e non solo per massacrare la nostra
prima linea rea, a suo dire, di essere stata “illegale”
nell’ultimo test match con gli All Blacks con tanto
di bastonata nei confronti dell’arbitro australiano
Dickinson (quello, tra l’altro, che allora assistente
non vide il netto passaggio in avanti, lui che era in linea,
sulla meta di Jauzion che diede la vittoria alla Francia sugli
All Blacks alla Rwc 2007). Praticamente gli ha dato dell’incapace;
se lo avesse fatto un tecnico azzurro o se fosse venuto da
qualche altra parte ci sarebbe magari stata un filo più
di indignazione e si sarebbe gridato ai “soliti piagnoni”.
Sarebbe altresì curioso se O’Brien potesse riguardarsi
ogni mischia chiusa, non solo dei test match, fotogramma per
fotogramma, come dice di aver fatto per la gara di Milano,
in modo che poi ci dica se c’è qualcosa che non
va.
Nel rugby si parla tanto di rispetto. Senza confondere il
rispetto con il diritto alla critica, nulla vieta agli addetti
ai lavori, giornalisti compresi, di esporre le proprie visioni
su quanto accade in campo, arbitraggio compreso, e sempre
nei limiti della correttezza, ma per rispetto di un “subordinato”,
Paddy O’Brien, per l’incarico che ricopre ed essendo
neozelandese, avrebbe fatto forse meglio a dire queste cose
de visu a Dickinson. Come se Mallett o Lièvremont o
chi per essi dichiarasse che Tizio ha sbagliato questo e quest’altro,
che se si è perso è colpa sua e che non sa se
lo convocherà ancora. Certe cose non devono passare
il muro dello spogliatoio.
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